Un tempo che fu, due o tre milioni d'anni fa, che differenza volete che faccia, dalle più profonde latebre dell'anima degli uomini primitivi sorse, prima indistinto poi sempre più compiuto, il desiderio di lasciar traccia delle proprie sensazioni, dei propri illuminati (beh, insomma..) pensieri. Se non che, non sapendo scrivere (a dirla tutta non sapevano manco parlare), si limitarono ai graffiti d'animali. Era un'epoca dove la fantasia scarseggiava e, porca la miseria, di nudi femminili manco l'ombra!
Trascorsero alcune migliaia di anni finchè un tale Grog Baluk (del cognome sono sicuro ma sul nome non ci potrei giurare), pitecantropo d'intelligenza non comune, fece una scoperta sensazionale: maschi e femmine, tutti avevano lo stesso numero di dita, eccetto Babbiuk suo amico d'infanzia che gliene mancavano due per aver tentato di accarezzare il cucciolo di un tirannosauro.
Fu così che, grazie allo strepitoso senso d'osservazione del signor Baluk, nacque la scienza matematica.
Perchè si affermasse la letteratura ci volle un pò più di tempo ma mica tanto, secondo i calcoli del professor Hernest Stereotip, ordinario di paleontologia binaria e antropologia protozoica presso la Harward University, meno di 17.000 anni. Fu sufficiente questo breve lasso di tempo affinchè i cavernicoli riuscissero a convertire ringhi, borbottii e grugniti in circa un centinaio di parole e da lì a scriverle bastò mezza era glaciale. Stupefacente, vero? Ma dopotutto, costretti in caverna dal gran freddo, senza Tv, senza carte francesi per giocare a burraco, del tempo libero si avvantaggiò, come detto in premessa, l'arte letteraria. Fu così che furono pubblicate le prime opere, tipo "Il potere della clava" e " Pterodattili di rovo" che di sicuro conoscerete. Senonchè, la lettura era poco agevole, donne e bambini per esempio faticavano un sacco a girare le pagine di pietra. Ma non si può avere tutto, no?
Un bambino troglodita torna a casa da scuola e consegna al padre la pagella. Questi prende in mano la lapide e, man mano che legge, aggrotta di più la fronte. Scaglia la pagella contro la parete, sfracellando due pipistrelli iellati, guarda torvo il ragazzino e sbotta: 4 in matematica lo posso capire, le nostre menti si sono aperte da poco; 4 in italiano lo posso capire, abbiamo imparato a scrivere da poco; ma 4 in storia, ca..o!!!

